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Rdc e Gratuito Patrocinio: novità

Rdc e Gratuito Patrocinio: novità

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L’ RDC e il Gratuito patrocinio sono compatibili?, ci sono novità? SCOPRIAMOLO

Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari.

Il Gratuito Patrocinio consiste nel riconoscimento dell’assistenza legale gratuita, a carico dello Stato, a favore dei non abbienti che intendano promuovere un giudizio o che debbano difendersi davanti al giudice e il cui reddito annuo non supera 11.369,24 euro.

Chi percepisce l’Rdc ha diritto al gratuito patrocinio?

Anche il reddito di cittadinanza viene rilevato ai fini della determinazione del reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Non può quindi essere ammesso al gratuito patrocinio il richiedente che, comprese anche le somme del reddito di cittadinanza, superi i limiti reddituali previsti.

La soluzione dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia ha condiviso la soluzione prospettata dall’Ordine istante: il beneficio del reddito di cittadinanza rileva ai fini della determinazione del reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio e, conseguentemente, non può essere ammesso al beneficio del patrocinio a spese dello Stato il soggetto che, per effetto dell’erogazione di tali somme, supera il limite di reddito a tal fine previsto.

Come leggere ISEE per gratuito patrocinio?

Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, dunque, non ci si potrà avvalere dell’Isee, ma di idonea documentazione che comprovi il reddito imponibile, come ad esempio: il modello 730, il modello unico, la certificazione unica per chi percepisce solamente la pensione o la disoccupazione; ecc.

Come si fa ad avere un avvocato gratis?

Per beneficiare del gratuito patrocinio in ambito civile, è necessario presentare la cosiddetta istanza di ammissione al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del luogo in cui si svolge il processo, personalmente (dall’istante o dal suo legale) o a mezzo raccomandata a/r.

Quali documenti servono per il gratuito patrocinio?

FOTOCOPIE DEI SEGUENTI DOCUMENTI

  • CARTA DI IDENTITA’;
  • CODICE FISCALE;
  • MODELLO UNICO O ALTRA DICHIARAZIONE DEI REDDITI.

INOLTRE NEL MODULO DEVE ESSERE SPECIFICATA LA CAUSA CHE SI INTENDE PROMUOVERE O NELLA QUALE CI SI DEVE COSTITUIRE (SE QUALCUN ALTRO VI HA FATTO CAUSA).

Cosa vuol dire con il patrocinio?

Nel linguaggio giuridico, difesa, assistenza e rappresentanza in giudizio: assumere il patrocinio di una causa. Cioè la gratuita difesa giudiziaria civile (le cui origini risalgono a un istituto medievale attestato in varî paesi europei) di coloro che non hanno la possibilità economica di provvedere con i proprî mezzi.

Per le separazioni

Reddito di cittadinanza e gratuito patrocinio per la separazione: per verificare se si rispetta il limite reddituale per poter beneficiare dell’assistenza legale, si considera solo la quota che spetta al singolo coniuge. E non l’importo totale. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello numero 31 del 19 gennaio 2022.

 Se il nucleo familiare è composta da due persone, ad esempio, ha un suo peso solo il 50% dell’ RdC.

La verifica del limite per l’accesso

I chiarimenti si basano su quanto stabilito dall’articolo 76 del DPR n. 115 del 2002 che stabilisce le condizioni per beneficiare del gratuito patrocinio.

In particolare, il documento si sofferma su alcuni aspetti rilevanti:

  • il limite di reddito per accedere all’assistenza legale è pari a 11.746,68 euro;
  • la soglia viene incrementata di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi;
  • si tiene conto del solo reddito personale “quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi”.

Quest’ultima regola riguarda anche l’eventuale richiesta di gratuito patrocinio per i procedimenti di separazione, come nel caso analizzato. Ne deriva che il reddito non deve essere cumulato con quello del coniuge convivente.

Sulla base di queste indicazioni, è necessario verificare il rispetto della soglia degli 11.746,68 euro prevista dalla normativa considerando anche tutti redditi che per legge sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, ovvero ad imposta sostitutiva.

 

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