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Reddito di cittadinanza : Novità dal 2022

Reddito di cittadinanza : Novità dal 2022

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Il rifinanziamento del reddito di cittadinanza è nella Legge di bilancio approvata dal governo. Ma con alcune novità. Ad esempio, c’è una stretta sui controlli e viene introdotto un meccanismo per favorire la ricerca di un lavoro da parte di chi percepisce l’agevolazione.

Inoltre, non si avrà più diritto ai soldi dopo il rifiuto di due offerte di lavoro e, dopo un semestre, per gli “occupabili” il sostegno subirà un taglio di cinque euro al mese.

Il Reddito di cittadinanza rientra tra le misure inserite nella Legge di Bilancio approvata dal governo Draghi: il sostegno è stato rifinanziato, ma con alcune novità.

Come si legge sul sito del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, si tratta di una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, di un sostegno economico a integrazione dei redditi familiari

Tale misura è sostanzialmente un patto che viene stipulato tra lo Stato e il disoccupato: lo Stato mette a disposizione della persona senza lavoro degli aiuti economici “in cambio” della sua partecipazione a un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti sottoscrivendo, appunto, un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale

La misura è entrata in vigore dal 6 marzo 2019. Come stabilito dal DL 4/2019,  chi fa richiesta del Reddito di cittadinanza è obbligato a seguire un percorso personalizzato di inserimento lavorativo.

Novità Reddito di cittadinanza

  • Prevista una stretta sui controlli sui reati che impediscono di accedere alla misura;
  • Introduzione di un nuovo meccanismo per favorire la ricerca di lavoro da parte dei percettori;
  • Dopo il rifiuto di due offerte lavorative, l’aiuto economico da parte dello Stato decade;
  • Al termine di un semestre per gli “occupabili” – cioè le persone tenute agli obblighi connessi alla fruizione del beneficio – il sostegno subirà un taglio di cinque euro al mese.

Il taglio – che viene sospeso quanto almeno un componente del nucleo inizia a lavorare – non riguarda i nuclei familiari con bimbi sotto i tre anni o con disabili gravi o non autosufficienti, né chi riceve meno di 300 euro

 

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