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Riforma pensioni 2022: novità confermata per gli edili

Riforma pensioni 2022: novità confermata per gli edili

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Legge di bilancio 2022: si amplia l’accesso all’ APE sociale per gli edili, proroga Opzione donna e Quota 100 diventa 102. Le altre proposte di riforma complessiva e i dati OCSE.

In questi giorni è emersa  chiaramente la posizione del presidente  del Consiglio Draghi :   qualsiasi anticipo pensionistico potrà essere accordato solo prevedendo il calcolo dell’importo dell’assegno con il metodo contributivo e non con il vecchio retributivo. 

E’ una condizione pesante che la CGIL ha già contestato evidenziando che l’assegno pensionitico scende di circa il 30% a parita di requisiti, con questo sistema (introdotto nel 1995 e riconfermato con applicazione graduale dalla legge Fornero)

Riforma pensioni: la proposta della Corte dei conti

Nel consueto rapporto annuale  sul coordinamento della finanza pubblica  pubblicato il 28 maggio 2021, i magistrati della Corte dei Conti avevano evidenziato il rischio che la spesa previdenziale, nel «prossimo biennio potrà rappresentare un rilevante elemento critico per i conti pubblici»  e proponevano  di «costruire, eventualmente con gradualità ma in un’ottica strutturale, un sistema di uscita anticipata che converga su una età uniforme per lavoratori in regime retributivo e lavoratori in regime contributivo puro». Propongono quindi di

  •  dare a tutti la possibilità di  pensionamento anticipato che è già prevista per i lavoratori interamente contributivi (chi ha cominciato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996) :
  •  a  64 anni 
  • purche con almeno 20 anni di versamenti 
  • con trattamento  di importo pari a 2,8 volte l’assegno sociale da circa 460 euro mensili.

In questo caso la soluzione dal punto di vista dell’assegno  sarebbe  il calcolo “contributivo” per tutti . 

Il vantaggio evidenziato dalla Corte è un costo non eccessivo, aspetto estremamente importante  visto il grado di invecchiamento della società italiana e i numeri astronomici delle prestazioni previdenziali erogate e da erogare in futuro.

Riforma pensioni in legge di bilancio: Quota 102, nuovi lavori usuranti, opzione Donna

Il  Governo in tema di pensioni  aveva  predisposto dei tavoli tecnici per lo studio di alcuni temi:

  • E’ stato nominato un  tavolo tecnico di esperti tra cui la professoressa Fornero, autrice della discussa riforma del 2021.
  • La  Commissione tecnica di studio sui lavori gravosi, istituita dal Governo precedente  e presieduta da Damiano  ha messo a punto un elenco delle mansioni  da considerare gravose o usuranti sulla base degli indici di infortuni e malattie professionali  superiori alla media.   In questo modo si amplia la platea di chi puo avere accesso anticipato alla pensione.

La lista dei nuovi  lavori  stando alla bozza comprenderebbe : 

bidelli
tassisti
falegnami
condttori di autobus e tram
benzinai
lavoratori agricoli
verniciatori industriali
insegnanti di scuola elementare
commessi e cassieri di supermercato
operatori sanitari
forestali
magazzinieri

La proposta della Lega e del presidente INPS: anticipo a 63 anni

Il sottosegretario della Lega Durigon, dimissionario ma ancora consigliere di Salvini in tema di pensioni, aveva proposto l’istituzione di un uovo Fondo per i pensionamenti anticipati  ai lavoratori a rischio licenziamento o cassa integrazione nelle aziende in crisi e nelle aziende interessate alla transizione digitale e verde,  sempre con almeno 62 anni di età e 38 di contributi, che come detto ha trovato parzialmente posto nella legge di bilancio 2022.

Va ricordato che la bozza della legge di bilancio puo ancora essere modificata (all’interno del bilancio finanziario prefissato) .

Anche il presidente dell’INPS Pasquale Tridico aveva proposto nelle scorse settimane una pensione anticipata a  a 62-63 anni (con almeno 20 anni di versamenti) con un assegno parziale, relativo alla sola parte di pensione maturata con il metodo contributivo, spostando l’erogazione della parte retributiva a partire dai 67 anni necessari per accedere alla pensione di vecchiaia.

La proposta unitaria dei sindacati “Cambiamo le pensioni adesso”

Come detto CGIL CISL e UIL  chiedevano invece di discutere  una riforma radicale delle pensioni, anche prima della fine di Quota 100.

Nello scorso mese di maggio avevano inviato un documento unitario che riassume le loro proposte intitolato “Cambiamo le pensioni adesso”.

In sintesi si chiedeva:

  •  flessibilità nell’accesso alla pensione, senza penalizzazioni per chi ha contributi prima del 1996, a partire dai 62 anni di età o
  •  con 41 anni di contributi a prescindere dall’età.
  • ridurre  i vincoli che nel sistema contributivo condizionano il diritto alla pensione a  determinati importi minimi del trattamento (1,5 e 2,8 volte l’assegno sociale), penalizzando  i redditi più bassi
  •  modifica dell’attuale  adeguamento delle condizioni pensionistiche alla speranza di vita, doppiamente penalizzante perché agisce sia sui requisiti anagrafici e contributivi  sia sul calcolo dei coefficienti di trasformazione.
  • rafforzamento dei contratti di espansione e della ISOpensione ( la pensione anticipata della legge Fornero)
  •  Sostegno alle categorie più deboli (disoccupati, invalidi , caregiver, lavori gravosi e usuranti, donne) Vanno garantite strutturalmente condizioni più favorevoli 
  • ampliamento della platea dei lavori gravosi ed usuranti anche a coloro che svolgono attività lavorative con esposizione a materiale nocivo e a coloro che hanno  una malattia professionale riconosciuta dall’ Inail e  per chi è affetto da  malattie che determinano un’attesa di vita più bassa.
  • rafforzare l’utilizzo della previdenza complementare con una massiccia campagna di informazione  per i lavoratori e un semestre di adessone attraverso il  silenzio assenso.

Dati INPS, rapporto OCSE, i dati nel NADEF 2021

L’osservatorio INPS sui dati delle pensioni  con Quota 100  riporta che al 31 agosto risultano accolte  oltre 341mila domande per un costo 11,6 miliardi, che sale a più di 18,8 miliardi nella “proiezione” fino al 2030  Il governo  “Conte 1” aveva stanziato 20 miliardi con una stima tecnica di 973mila pensionamenti. 

ll risparmio di 6-7 miliardi è risultato molto utile per coprire parzialmente  i costi del provvedienti di emergenza anti COVID .

Piu in generale nell’ultima relazione annuale il Presidente Tridico  ha affermato che: 

  • Al 31 dicembre 2020, i pensionati italiani erano pari a circa 16 milioni, di cui 7,7 uomini e 8,3 donne.
  •  Le prestazioni previdenziali rappresentano l’81% del totale e quelle assistenziali il 19%. 
  • La categoria più numerosa è rappresentata dalle pensioni di anzianità/anticipate con il 30,9% del totale, seguita da quella delle pensioni di vecchiaia con il 24,5% e dalle pensioni ai superstiti con il 20,5%; le prestazioni agli invalidi civili sono il 15,3% del totale; le prestazioni di invalidità previdenziale e le pensioni/assegni sociali sono rispettivamente il 5% e il 3,9%.
  •  la dinamica della spesa pensionistica si caratterizza per un rallentamento della crescita a partire dal 2014. Tuttavia, il rapporto tra numero di pensionati e occupati si mantiene su un livello che è tra i più elevati nel quadro europeo. Inoltre, il rapporto tra l’importo complessivo delle pensioni, in termini nominali, e il numero di occupati è cresciuto del 70% tra il 2001 e il 2020.

 

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